ROBERTO CIFFARELLI

LE STRADE DEL JAZZ

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La mostra

Roberto Cifarelli ama nella stessa misura il surrealismo e la musica, il che in un fotografo estroso e capace di improvvisi guizzi di creatività non dovrebbe stupire. Infatti non è facile definirlo anche se, osservando i suoi ritratti di jazzisti famosi e i suoi still life di strumenti, viene voglia di pensare che sia un fotografo musicale. D’altra parte cosa dire di un autore che frequenta i concerti, realizza rispettosamente come non volesse disturbare solo una cinquantina di scatti manco avesse ancora in macchina una pellicola e dichiara che darebbe non sa cosa per ascoltare Charlie Parker, Ornette Coleman e Miles Davis da giovani? […]
(Roberto Mutti)

Roberto Cifarelli, prima di fotografarlo, ama profondamente il jazz.
La fotografia è spesso un atto d’amore, e il mondo del jazz, i suoni, i volti, le sue strade anche nascoste, le avventure, gli alti e bassi, l’intensità di vite e di artisti, o li ami o li detesti. Roberto li ama e, fotograficamente parlando, li rispetta. È jazz – se così si può dire – anche il suo atteggiamento di fotografo: molta consapevolezza e padronanza nei sui mezzi da una parte, ma dall’altra apertura al caso, all’onda di un’intuizione felice e dell’improvvisazione che fa la differenza. Il suo mondo d’immagini – di cui “Le strade del jazz” propone una piccola ma significativa selezione” – ha trovato sempre più spazio nelle riviste specializzate, nelle copertine di libri o di album pubblicati da grandi etichette o anche nelle innumerevoli rassegne che lo hanno invitato ad esporre.

L’autore

Roberto Cifarelli è un fotografo specializzato in installazioni e in fotografia di scena, in particolare di jazz e musica classica. Da diversi anni collabora con le principali riviste di settore italiane e mondiali ( “Jazzit”, “Dowbeat”, “Musica Jazz”, “Amadeus”, “Insound” e con etichette qauli Bluenote, ECM, CAM, Abeat oltre a quella indipendenti pubblicando oltre cento copertine su riviste, CD, DVD e libri. Ha esposto con mostre personali in Italia e all’estero. Nel 2003 pubblica “Emozioni, scritti, immagini del jazz italiano”, un libro che è anche un vero e proprio album di famiglia, dove gli amici e i parenti sono i musicisti, che suggellano la loro presenza fotografica con un pensiero, un racconto, un commento, una testimonianza. Nel 2013 pubblica il volume “10 Years of shots” dotato di una originale doppia rilegatura verticale ed orizzontale in cui raccoglie le immagini di 10 anni di concerti. Collabora attivamente con musicisti come Rita Marcotulli e Massimo Colombo, Maurizio Brunod in progetti multimediali che mettono in rapporto la musica con l’immagine. Ha ideato lo spettacolo “Pentafotogramma” in cui documenta in diretta il pre e il durante di concerti di artisti quali Antonello Salis, Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Beppe Caruso, Renato Sellani e Max De Aloe. Nel 2013 è responsabile dell’allestimento all’entrata del Blue Note: una sua mostra permanente costituita come un affresco realizzato con 187 fotografie tappezza le pareti del locale milanese. Dal 2007 anni espone presso Via dei due Gobbi 3 a Reggio Emilia durante la manifestazione Fotografia Europea con istallazioni dedicate al jazz, al surrealismo o alle nuove tecnologie come le immagini 3d. Nel 2014 ottiene la seconda nomination agli Award negli Stati Uniti come miglior fotografo dalla Jazz Journalists Association e viene selezionato come nuova proposta all’importante Mia Fair (Fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia) con due progetti uno dedicato al surrealismo e uno dedicato ad immagini astratte dove come elemento comune compaiono le strisce pedonali. Nel 2015 viene selezionato nella mostra mondiale Jazz World Photo e si classifica nei primi 5 fotografi per il quinto anno di seguito nella classifica della rivista specializzata Jazzit.